Scicli

Scicli

Scicli, Sicilia
CC Lorenzo Blangiardi - Scicli

Se pensate che l'ingresso nel paese più giovane non sia un granché, siate pazienti: già detto, in Sicilia si attende, e a volte si perdona. Le pietre prendono forma pian piano, diventano dimore, chiese, palazzi ridondanti. Le colonne neoclassiche di San Bartolomeo, l'agile chiesa di San Giovanni, un'immagine del Che, la piccola scalinata di via Zaccaria, e via Mormino Penna.

Osservate il canalone da ogni prospettiva; siamo in via Alerdi, e s'immaginano set dappertutto anche quando non sono montati. Scicli, penserete, è uno dei luoghi più fotogenici al mondo. La città è stata pulita dal Gruppo di Scicli, artisti che fanno capo al maestro Piero Guccione, il quale dirige una delle scuole di pittura più rinomate d'Italia; ci sono Sarnari, Candiano, Nucci, Polizzi, Paolino, Caruso e Alvarez, moglie di Guccione. Nuove opere di questi artisti sono esposte a Palazzo Spadaro tra affreschi e maioliche. A pochi passi dal palazzo, la chiesa sconsacrata del convento tra merli bianchi e macchie verde acqua, e la galleria d'arte Koinè.

Peccato che piazza Italia sia stata manomessa da un sindaco bolscevico che ha lasciato una traccia di cemento oppressivo. Qui, però, ci sono splendidi palazzi sette-ottocenteschi e la Mater Ecclesia, una volta dedicata a Sant'Ignazio, e oggi intitolata a San Guglielmo: ha una facciata piana sormontata da un timpano e arricchita da statue, decorazioni, cornici su portali, una finestra e un orologio. All'interno della chiesa, si vede una Madonna unica al mondo: è la madonna guerriera che schiaccia l'uomo. In realtà, la rappresentazione della figura santa vorrebbe una Maria che s'impone sul saraceno: i cristiani che vincono.

Il comune è un complesso importante, chiesa e Municipio in un unico blocco: la chiesa di San Giovanni Evangelista, un tempo annessa al Monastero delle Benedettine, è ora Palazzo di Città. Presenta i caratteri stilistici tipici del tardo barocco: la facciata dalla raffinata plasticità è scandita dal movimento delle colonne e delle nicchie. Di fronte, il palchetto della musica per i concerti del Festival Basole di luce: la basola è la pietra della zona, utilizzata per la pavimentazione della città, e per la realizzazione di acquasantiere, e scalinate. La vicina chiesa di San Michele è vivacizzata da lesene e cornicioni aggettanti. La chiesa di Santa Teresa di via Mormino Penna, ha una facciata sobria con una finetrsa quadrilobata che sormonta il portale e un piccolo campanile.

Oltre Palazzo Busacca che sorge nell'omonima piazza, si vedono la chiesa e il convento del Carmine. La chiesa ha un elegante prospetto rococò, e un interno a unica navata decorata in stucchi bianchi. Risalendo la cava di santa Maria la Nova, cattura la nostra attenzione la chiesa di Santa Maria della Consolazione, con una facciata che evoca elementi stilistici tardo-rinascimentali. Più avanti, Santa Maria la Nova, con una facciata dagli elementi tardo-barocchi commisti a quelli neoclassici che ne definiscono l'interno: le cupole aggiungono movimento al volume. All'interno si trovano la statua marmorea della Madonna della Neve del 1496, e il simulacro ligneo del Cristo Risorto del 1796, protagonista della settimana santa, detto 'U Ggioia'. Palazzo Beneventano: mascheroni, sarcasmo, facce spiritate. Un barocco più barocco non si poteva inventare. Poi si vorrebbe passare al sacro… a San Bartolomeo, chiesa dentro la valle di roccia, i foulard offerti dalla parrocchia perché il pellegrino si copra le spalle, sono verde bandiera, blu cobalto e soprattutto ricoperti di strass. Il barocco impera ancora oggi!

Nei periodi di festa gli sciclitani mangiano la tiana, piatto a base di farina di ceci, e gli sciclitani sembrano invasati. Qui con la religione non si scherza. I giovani sono presenti a ogni processione, e i territori appartenenti alle varie confraternite sono ben separati tra di loro.

Scicli, dopo essere stata un insediamento siculo, fu occupata dai romani di Marcello nel 212 a.C. Fu normanna, e fece parte della contea di Modica guadagnando influenza con Federico II. Semidistrutta col terremoto del 1693, venne ricostruita nel barocco locale: ecco perché Scicli sa tanto di Sicilia, tanto da pensare 'la Sicilia è questa qui'. E c'è una comunità ebraica che resiste, quella di Modica fu invece violentemente annientata: i necrologi di Scicli riportano il nome della categoria a cui il defunto apparteneva, secondo la tradizione giudaica. Alzando gli occhi si vedono la chiesa di Santa Lucia e la chiesa di San Matteo. Abbassandoli si vedrà l'ospedale e si penserà: a Scicli è solenne anche l'ospedale.

Chi si avvicinerà al mare, si ritroverà tra spiagge dorate. Pozzallo (33 km da Ragusa) è un piccolo porto attrezzato di ristoranti e alberghetti, e luogo natale del politico Giorgio La Pira: si può visitare la sua casa museo. Piccola frazione sul mare di Scicli è il borgo di Sampieri (9 km da Scicli), con la spiaggia sabbiosa affollata in alta stagione, e abitata dai soli gabbiani il resto dell'anno: un angolo più tranquillo è Pisciotto, dove si vede una ex fornace bruciata che fa da sfondo della cessazione, e comincia la scogliera.

Una piccola estensione può farsi a Monterosso Almo (26 km da Ragusa) per visitare un antico borgo normanno. Si vedono una chiesa Matrice neogotica che conserva due acquasantiere del XII secolo, la chiesa di Sant’Antonio Abate, e la chiesa di San Giovanni Battista che conserva una statua di Madonna amorevole, autoritaria e rinascimentale assieme, come le tante Madonne che sorvegliano l'intera Sicilia.